ALBERTO GOTTARDO

Il motorino scassato, la sigaretta accesa, lo sguardo denota che avrebbe bisogno di una visita ortottica, la pancetta che sì, qualche peccato se lo concede e anche spesso, la barba e il look invece dicono che non è che gliene freghi molto di come vesti, piuttosto gli interessa come sei, quello che dici e soprattutto quello che fai, come ti comporti. Capita, con Alberto Gottardo, di mangiarsi una pizza insieme e di stare in silenzio gran parte del tempo. Ecco, il tempo. Per Alberto, il Vecio come lo chiamo, perchè così mi chiama lui, il tempo è sacro. Se lo prende, se lo gode, lo fa passare, lo gusta come un caffè in vacanza. Soprattutto quando è con Federico, o Fe-de!, suo figlio. Quando seppe che stava per diventare padre la prima persona al mondo a cui decide di comunicarlo fui io. Tempo dopo mi ha detto : vecio, mi hai detto un sacco di cose quella volta ma non che era così bello. Alberto gioca a calcetto, e non so come faccia, se io fumassi e bevessi quanto lui finirei in cardiologia al minuto 6. Tutta la sua malinconia, tutto il tempo che si prende, finiscono nelle sue opere. Opere sì. Perchè le guardi, le sue foto, e ti viene da dire : aspetta n'attimo, cos'è che c'ha dentro chi le ha scattate? Per capirlo ci vuole il tempo, appunto. Alberto ha dentro amore. La notte in cui è nato Fe-de! è andato in bagno, si è spogliato e si è scattato un selfie allo specchio : "Mia moglie era nuda, mio figlio era nudo. Io che dovevo fare?". Lavora per Vans, Metzeler, writeandrollsociety.com. Su Sky Atlantic c'è il suo primo documentario da regista. Impariamo da lui. Prendiamoci il tempo. E guardiamolo. www.albertogottardo.com

MORENO PISTO

Questo progetto fotografico è stato coordinato da Moreno Pisto, 37 anni, direttore di Soccer Illustrated e Urban (www.urbanmagazine.it), fondatore di www.writeandrollsociety.com. Ha lavorato a Donna Moderna, Panorama, Style del Corriere della Sera ed è stato caporedattore di Riders. Ha scritto due libri, Vasco per Maestro nel 2011 (Sonzogno) e Motrcycle Rockstar nel 2015 (Castelvecchi). Insegna giornalismo all'Accademia di comunicazione a Milano, il martredì e il giovedì mattina interviene nel programma Dr Feelgood e Mr Cotto su Virgin Radio, è giudice della trasmissione Tacco 12 e non solo... che va in onda su La7d.

FEDERICO GUIDA

Quando uno è bravo si vede. In senso letterale, nel caso di un fotografo. Federico Guida si presentò alla redazione di Riders, dove allora lavoravo, inviando una serie di ritrattati ai lottatori di Mixed Martial Art. Appena guardai quegli scatti domandai al photoeditor della rivista : chi li ha fatti? Erano crudi e diretti, erano stati fatti da qualcuno che attraverso la macchina fotografica continuava a prendere a pugni quei lottatori anche se oramai i loro incontri erano finiti. Quando si presentò di persona apparve per quello che era : un ragazzo dell'hinterland milanese umile ma estremamente deciso. Faceva l'assistente di un fotografo d'interni. Come costringere un boxeur a lavorare la ceramica. Ma il ritrattista deve saper fare entrambe le cose : prendere a pugni il proprio soggetto, ma anche calibrare i dettagli, che in fotografia magari è cesellare la luce, dosarla. E per un fotografo che è boxeur dentro non c'è niente di meglio che ordinare le proprie inquietudini imparando la noia della precisione. Non so se Federico abbia trovato un equilibrio. Non lo so. Ma quando ci vediamo mi parla con tono calmo, mi guarda dritto in faccia, sorride poco, e ascolta, ascolta tanto. Guida di sicuro si sta evolvendo, è stato a Los Angeles, a Melbourne, è diventato assistente anche di ritrattisti (Max&Douglas, Mattia Zoppellaro), e ora oltre che per Riders lavora anche per Icon. In prospettiva è uno dei pochi giovanissimi della fotografia su cui punterei. (www.federicoguida.it)
(Nota Info | Testo Critico a cura di Moreno Pisto)

GIORGIO SERINELLI

Sia messo agli atti : quando parlo di Giorgio Serinelli non sono attendibile. Sono di parte. Perchè io, Giorgo, lo amo. Per dirvi: se Giorgio mi chiamasse alle 4 del mattino, dopo mesi che non ci sentiamo, per andarlo a tirare fuori da qualche casino, io posticiperei qualsiasi cosa pur di farlo. Il motivo? Lui per me lo farebbe, ne sono sicuro. Ma non succederà mai. Non perchè sia uno allergico a infilarsi nei casini (tutt'altro) ma perchè saprebbe cavarsela da solo.
Serinelli arriva da Torchiarolo, Brindisi, è cresciuto in strada, fotografa come mangia, come caga, per lui la foto è un bisogno, prima di una tecnica. Però è passato dalla scuola di Settimio Benedusi e Toni Thorimbert, due che non spiegano tanto e pretendono che i propri assistenti imparino guardando. Giorgio un esempio così lo ha avuto e lo ha anche in casa : suo padre. Che fa il fotografo da una vita a Lecce, che ripara ogni cosa, che lesina parole, ma non le sveglie all'alba. Lo stile di Serinelli è talmente marcato che ogni ritratto che fa potrebbe essere un suo autoritratto. Giorgio fuma tabacco con cartine bianche ogni dieci minuti, l'ho visto dormire in perpendicolare al letto, ora ha uno studio a Milano che è anche uno spazio per eventi (www.labrutepoque.com), lavora moltissimo con brand come Ceres e Brionvega e si veste sempre allo stesso modo. Sia messo agli atti anche questo: giubbotto in pelle, jeans, e da un pò di tempo, la Pezzol.
(Nota Info | Testo critico a cura di Moreno Pisto)

ANDREA VAILETTI

Fuori la verità : Andrea Vailetti ha un nome italiano ma è una copertura. In realtà si chiama Andrew Wheilmar o qualcosa del genere ed è danese, finnico, o giù di lì. Andrea è biondiccio, ha la barba rossastra, gli occhi chiari. Ha uno stile che senza troppa difficoltà potremmo definire nordico. Nel look, nei modi di fare, nel modo di fotografare. La sua pagina Instagram @andreavltt ne è un esempio perfetto : non un qualcosa fuori posto, tutto preciso, giusto, rassicurante. Belle auto, donne meravigliose, moto customizzate, luce, tantissima luce. Lui è così. L'ordine dell'immagine lo cerca, lo trova, lo vede anche dove gli altri non potrebbero vederlo e ne è attratto. Ogni cosa nelle composizioni delle sue foto ha linee geometriche e giochi di spazi. Nelle sue foto la matematica è poesia, la grammatica ha ritmo. Non sono mai stato a casa sua ma non oserei spostare un magazine dal tavolo (sicuramente di vetro) del salotto. L'ordine, elevato a cifra stilistica, diventa identità, segno distintivo. La sua professionalità fa spavento. Infatti non perde un settore : fa lavori commerciali, editoriali, ritratti, paesaggi, still life, architettura, uomini e donne con la stessa naturalezza.
Metodo e talento, Andrea Vailetti. (www.andph.com)
(Nota Info | Testo Critico a cura di Moreno Pisto)